Perché parlare di “ORTODONZIE DOLCI”? Perché si tratta di un insieme di tecniche che hanno in comune l’armonizzazione del cranio e dell’intero organismo da un punto di vista sia fisico che emozionale. Nella ortodonzia classica (che non sto criticando, sia ben chiaro) è il medico che guida il percorso di allineamento dei denti attraverso l’applicazione di forze dirette sugli elementi dentari. Questo indipendentemente da una valutazione posturale o emotiva del paziente. Nelle ortodonzie dolci si stimola, con adeguati apparecchi mobili, l’armonizzazione generale del paziente (bocca, lingua, muscoli della deglutizione-respirazione-fonazione, cranio nel suo insieme, corpo e psiche). Si cerca un risultato più “olistico” e spesso con risultati sorprendenti. Non c’è rischio di eccedere o di fare danni.

Ho studiato principalmente il Metodo Montorsi/Soulet Besombes di Armonizzazione Cranio Occlusale e sono stato formato direttamente dal Dr. Montorsi. Ma ho voluto approfondire anche la Dentosofia e, soprattutto, la Equilibriodonzia/Eptamed, bellissima sintesi fra le due radici del metodo Soulet-Besombes, quella francese del Dr. Michel Montaud (Dentosofia) e quella italiana del Dr. Montorsi (Armonizzazione Cranio Occlusale). Con uno sguardo importante verso Planas, Frankel, Cervera, Aragao. Tutti metodi dolci mio-funzionali che uso nel mio ambulatorio e che si attuano con apparecchi mobili, cioè NON fissi all’interno della bocca. E’ possibile anche miscelare diverse tecniche usandole in sequenza per ottenere il massimo risultato nel tempo più breve. Con alcuni apparecchi si può parlare mentre si usano, con altri no. Alcuni necessitano di tempi di applicazione giornalieri più lunghi e altri più brevi. Come sceglierli allora e quale è il migliore? Non esiste un metodo migliore di un altro. La scelta dipende dal medico, dalla sua competenza, sensibilità ed esperienza. Personalmente io cerco anche di considerare le esigenze dei miei pazienti, sia piccoli che adulti, e di valutare la loro indole. Un bimbo molto esuberante e chiacchierino, ad es., è possibile che si trovi più a suo agio con apparecchi che gli consentono di parlare mentre li utilizza, mentre un adulto spesso preferisce la tecnica che gli sottrae meno tempo agli impegni quotidiani. La cosa importante è conoscere bene diversi metodi in modo da poter offrire in ogni momento la terapia più idonea e meglio accettata. Va ricordato, però, che è essenziale la collaborazione sia dei bimbi che degli adulti. Senza questa è meglio non iniziare nemmeno.

BIMBO 9 ANNI

01/2016

11/2017

09/2018/2016

BIMBA 10 ANNI

06/06/2016

27/09/2018

BIMBA 12 ANNI

20/02/2015

24/05/2017

ADULTA 30 ANNI

18/04/2016

20/04/2017